CARTAGINE,
L’assedio si conclude,
Scipione Emiliano espugna la città
Roma-
Ieri è giunta la notizia della distruzione di Cartegine, dopo 3 anni di assedio
il nostro esercito è riuscito finalmente a varcare le mura della città. Dopo 6
giorni e 6 notti di combattimenti, i romani hanno isolato circa 50.000 abitanti
sull'altura di Byrsa. Il settimo giorno
la cittadella si è arresa dopo che il
comandante Lelio era
riuscito a sfondare le mura settentrionali
della città dirigendosi verso la piazza del mercato. Malgrado Emiliano
volesse risparmiare la città, il Senato ne ha ordinato la distruzione dalle
fondamenta, così l'incendio appiccato
dai Romani è divampato per più di dieci giorni sulla città di Cartagine. Sul
luogo maledetto è stato passato l'aratro e nei solchi è stato sparso del sale.
Alcuni cittadini hanno invocato pietà riconoscendo la potenza di Roma mentre
coloro che si erano ribellati, anche dopo
l’assedio, con le armi sono stati puniti con la morte. Cartagine diventerà la
nuova provincia dell’Africa. Le città che avevano sostenuto militarmente la
ribellione, subiranno la stessa sorte di Cartagine: la distruzione. Mentre
Utica che si era arresa alla supremazia romana fin dall’inizio verrà
risparmiata. Massinissa riceverà concessioni territoriali per il sostegno dato
allo Stato romano. Così si conclude uno scontro iniziato quasi 120 anni fa e si
apre un periodo di pace e di dominio economico su tutto il Mediterraneo libero
dai concorrenti. I messaggeri hanno annunciato che tra qualche giorno Scipione
Emiliano e il suo esercito vittorioso rientreranno nella capitale.